Martino Traversa

Landscape
Tre immagini di un paesaggio, sgretolato  Landscape descrive un paesaggio, che non c’è. Una sorta di luogo immaginario che è stato, o forse che non è mai esistito, ma del quale non rimane traccia consistente. Solo dei frammenti sgretolati, piccoli reperti che nel loro vagare liberamente si ricompongono e ci inducono a ri-costruire l’immagine di un mondo che non siamo più in grado di riconoscere, che non è più nostro. Una luce viola e verde-chiaro di una Northern lights ci prende per mano, e da lì inizia il nostro viaggio. Sono immagini deformate che si ricompongono sul nostro occhio, prendono la forma di un paesaggio sonoro caratterizzato da una presenza simultanea di elementi che descrivono una sorta di spazio del molteplice, il cui orizzonte temporale, mai scontato, assume una connotazione elastica, asimmetrica. È uno scorrere talvolta lento, altre volte più disarticolato e rapido di gialli e rossi infuocati,  sempre mobile. Le immagini, come quadranti di cielo liquefatto, sembrano provenire da lontano, si manifestano al nobile richiamo di un corno inglese, e nel loro sovrapporsi imprevedibile di ombre e colori ci obbligano a metterle a fuoco, a seguirne l’evoluzione caotica impossibilitati a distogliere lo sguardo anche solo per un attimo. Poi le nubi, per lo più nere, perforate da lame di luce visibilmente azzurra ci inducono a socchiudere gli occhi, a trattenere in noi quel che rimane di un possibile tramonto, calmo… 
2010 September
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